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| I bambini di Terezin |
Quattromila disegni e sessantasei poesie sono tutto quello che ci resta dei bambini di Terezín, erano 15.000 e ne sono sopravvissuti meno di 100. Terezín fu un campo di concentramento nazista della Repubblica Ceca che prevedeva uno spazio per i bambini, perché di transito. Vi furono deportate complessivamente 150 mila persone, tra le quali i 15.000 bambini. La poesia che riportiamo porta la data del 1941, non si conosce il nome di chi l'ha scritta, ma il messaggio che ci ha lasciato è di fiducia nella vita e ne canta la bellezza. L'autore s'identifica con il volo libero dell'uccello come l'autrice del disegno nella farfalla.
Vedrai che è bello vivere
Chi s'aggrappa al nido
non sa che cos'è il mondo,
non sa quello che tutti gli uccelli sanno
e non sa perché voglia cantare
il creato e la sua bellezza.
Quando all'alba il raggio del sole
illumina la terra
e l'erba scintilla di perle dorate,
quando l'aurora scompare
e i merli fischiano tra le siepi,
allora capisco come è bello vivere.
Prova, amico, ad aprire il tuo cuore alla bellezza
quando cammini tra la natura
per intrecciare ghirlande coi tuoi ricordi:
anche se le lacrime ti cadono lungo la strada,
vedrai che è bello vivere.>>
TUTTI I DISEGNI E LE POESIE DEI BAMBINI DI TEREZIN
RAI JUNIOR
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Un breve riassunto
Annelies Marie Frank detta Anne (italianizzata in Anna Frank), nacque a Francoforte sul Meno, il 12 giugno 1929, da una famiglia di patrioti tedeschi di religione ebraica. La sua famiglia era composta dal padre, Otto Heinrich Frank, la madre, Edith Hollander e la sorella maggiore, Margot Betti Frank.
Il 30 gennaio 1933, Hitler prestò giuramento come Cancelliere nella camera del Reichstag (equivalente di primo ministro), meglio noto come Führer und Reichskanzler, e iniziò così la sua ascesa verso la dittatura e le persecuzioni razziali.
Nell’estate dello stesso anno, per effetto delle politiche persecutorie naziste, la famiglia Frank si spostò in Olanda. Il padre, Otto Frank, aprì un’azienda ad Amsterdam e trovata la giusta abitazione con la moglie, fu raggiunto, prima, dalla primogenita, Margot, e in seguito, nel febbraio del 1934, da Anna; entrambe erano state ospiti dalla nonna ad Aquisgrana(confine Germania – Olanda).
In breve tempo la famiglia Frank si ambienta e per Anna inizia un periodo felice, anche s’è destinato a finire presto.
Il 10 maggio 1940 i tedeschi invadono l’Olanda, e comincia a girare nell’aria la paura che la persecuzione stia dilagando oltre i confini della Germania.
Nel 1942 le persecuzioni razziali si fanno sempre più forti, e così, Anna Frank con la sua famiglia decidono di entrare nella clandestinità per sfuggire ai rastrellamenti nazisti e si nascondo insieme ad un’altra famiglia di amici, la famiglia Van Peels, e un dentista ebreo di nome Rritz Pfeffer, nell’Achterhuis, uno spazio a due piani posto sopra l’azienda di Otto Frank. La porta d’ingresso all’Achterhuis era nascosta da una libreria e per quanto riguardava il cibo c’erano dei gruppi di amici che, ostili al regime nazista, si preoccupavano di portare cibo e beni di prima necessità ai clandestini ebrei.
Anna Frank e gli altri vissero nascosti per più di due anni, dal 6 luglio 1942 al 4 agosto 1944, e fu durante quel periodo, che Anna Frank scrisse il diario che l’avrebbe resa celebre al mondo come simbolo della Shoah, raccontando le sue paure, l’ambizione di diventare scrittrice e il passaggio dall’infanzia all’adolescenza con la scoperta di sentimenti verso Peter, il figlio dell’altra famiglia, e i primi conflitti con i propri genitori.
Il 4 agosto del 1944 si concludeva il periodo di costrizione nel nascondiglio e iniziava il viaggio verso l’inferno.
Una donna, di cui non si conosce l’identità, denunciò alla Gestapo la presenza di ebrei in uno stabile al 263 di Prinsengracht, e così, Anna Frank, la sua famiglia ed il resto degli inquilini furono arrestati.
Il 2 settembre del 1944, Anna Frank e il resto del gruppo furono caricati su un treno merci con destinazione Auschwitz.
Anna Frank insieme a sua sorella Margot, trascorsero un mese ad Auschwitz-Birkenau e poi furono trasferite nel campo di Bergen-Belsen, dove morirono di tifo nel marzo del 1945, un mese prima della liberazione.
L’unico sopravvissuto del gruppo di partenza, fu Otto Frank che, dopo essersi rimesso, tornò ad Amsterdam, e lì, Miep, uno degli amici che avevano supportato la clandestinità della famiglia Frank, gli consegnò il diario che Anna aveva scritto durante il periodo nel nascondiglio.
Il padre di Anna Frank, utilizzando il materiale composto dalla figlia e apportando alcune modifiche e cancellazioni, pubblicò l’opera letteraria con il titolo di Het Achterhuis (Il retrocasa).
Solo dopo la morte di Otto Frank, la fondazione Anne Frank di Basilea commissionò alla scrittrice Mirjam Pressler, il compito di creare una versione fedele agli scritti di Anna Frank, recuperando le parti che il padre aveva modificato e cancellato; fu così, che uscì la versione ufficiale de “Il Diario di Anna Frank”. da alterpensiero.altervista.org
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LE TESTIMONIANZE

























Ciao maestra Anna Adele.Mi piace molto quello che stai facendo sul giorno della memoria perchè è molto bello.Tanti saluti da Federico.O.;)
RispondiEliminaInteressante vero? Pensa che per tanti anni non se ne è parlato. Rimane uno dei periodi più tristi in assoluto della nostra storia ed è giusto non dimenticare. Un abbraccio maestra Anna Adele
RispondiElimina